Monday, April 18, 2011

A rambling screed by Gerardo Iovane

Angelo Jannone has posted on his blog a discursive, patriotic essay by E-Infinity group member Gerardo Iovane. Original Italian or Google's English translation. Thanks to the reader who pointed this out.



Dall’Unità d’Italia al Risorgimento dell’Informazione di Gerardo Iovane*

Nell’Era dell’Informazione con i suoi reality e i talk show siamo tutti un po’ Pinocchio tra il gatto e la volpe, un po’ Gianni un po’ Pinotto crediamo al paese dei balocchi, pilotati a fare i tronisti o le vallette, ma soprattutto dimenticando che nei 150 anni che furono, i nostri coetanei avi combatterono, diedero vita e sangue per quel che fu l’Unità d’Italia sotto i tre colori bianco, rosso e verde.

Dov’e’ il futuro?


Quali sono i valori che ereditiamo dal passato prossimo?

Ma soprattutto dove sono coloro i quali dovrebbero ricordarceli?

Un Paese senza memoria e’ un Paese senza futuro!

L’informazione del web se spazzatura cancella la nostra storia, elide la memoria, ci lascia travolgere dal turbinio dei rumori dissonanti di una Società che consuma, si frammenta e si divide e ci nutre della piu’ bassa pochezza dell’essere umanamente il nulla.

In un futuro di donne escort e femminei uomini televisivi non sembra esserci piu’ spazio per medici, ingegneri, ricercatori e manager veri: c’e’ solo lo spazio di quel “perder tempo che a chi piu’ sa piu’ spiace”.

Tutto e’ contiguo ed istantaneo sul web, cosi’ muore lo spazio-tempo della fisica di due millenni da Newton e Galileo, ad Einstein, Penrose ed Hawking.

Ma dove e’ il tempo per pensare?

Cosa e’ rimasto di quel detto che ad Alessandro Magno risuonava nella mente prima della battaglia, sussurrandogli “prudenza nel decidere, rapidità nell’agire”?

Cosi’ viviamo tra net economy, e-commerce e mondo dei ricchi e dei poveri, senza quella società di mezzo che seppure stia sparendo, a gran voce dice che non ci sta a consumare solo, a vivere tra informazione e controinformazione, ad essere intorpidita nello spirito in un ginnico involucro palestrato.

Diversita’ e pluralita’ hanno fatto la storia del Bel Paese che ha saputo incantare il mondo, ma che oggi tra spazzatura, intrigo e complotto, finta politica del pubblico e comune interesse, sembra piu’ un Paese ippopotamo: si, un ippopotamo nel fango, incapace di muoversi nonostante la sua forza, a causa di quell’inerzia per la sua mole squilibrata.

Ma siamo davvero sicuri che non ci sia altra possibilita’?

Siamo proprio costretti a scegliere se rubare, imbrogliare e venderci per essere gli ultimi tra i ricchi, oppure essere onesti, professionisti e di cultura, sprofondando tra la massa dei poveri, degli inoccupati, alla finestra di una tv che non si puo’ piu’ guardare?

No forse c’e’ un’altra possibilita’!

Forse coloro i quali hanno fatto il ’68 e si sono impadroniti del Paese - rubando i nostri sogni, desideri ed aspirazioni - stanno mostrando i limiti di una cecita’ congenita che allora non seppe stare dietro i banchi di scuola, scegliendo la strada e la via della protesta contro quella della vera crescita, fatta di sudore e sacrificio per una Societa’ che sapesse essere di tutti e per tutti e non di un colore politico. Scelsero la strada piu’ agevole, quella dell’alzare la voce. Ma oggi quel modello non puo’ funzionare; oggi non possiamo piu’ permettercelo nell’era della globalizzazione e dell’internazionalizzazione, poiche’ chi possiede le ricchezze del Paese ed e’ aldila’ del muro tra i rumori assordanti di strilloni dell’informazione non ha puro udito per sentire prima ed ascoltare e comprendere dopo la verita’.

Oggi si puo’ solo scegliere di scendere in campo, in quel campo di battaglia che e’ la nostra società incivile, abbracciando le armi. Si, armati per non essere sopraffatti. Ma armati di quali bellici strumenti? Certo non di pistole, mitra o spranghe, ma armati di cultura, consapevolezza, professionalità e valori, quei valori che non ci hanno saputo tramandare, poiche’ troppo frettolosamente insabbiati e posti al margine di una Società che chiamava progresso lo spasmodico potere del consumo. Allora in nome del consumo vi erano i bravi che riuscivano a navigare ed a toccare la sponda per non far naufragare il sistema Italia. Grazie a quei pochi oggi siamo qui sotto un tetto di democrazia che seppure povera ci permette almeno di dire ad alta voce che noi non ci stiamo, a differenza di alcuni Paesi dove cio’ ancora non e’ possibile dirlo. Pero’ c’e’ anche da dire che oggi essere bravi non basta piu’, c’e’ spazio forse solo per l’eccellenza ed e’ quella che bisogna perseguire senza indugio, con disciplina, desiderio e devozione, affinche’ stile, classe, signorilita’, bonta’ d’animo ed attenzione per il prossimo possano essere valori riportati alla luce dallo sprofondamento delle sabbie mobili dell’ultimo trentennio.

Nell’era dell’Informazione abbiamo ritrovato quei valori perduti; sono i giovani ad avere nel proprio dna quelle verità insabbiate, quel futuro che lo chiamiate hacking o cracking ormai e’ gia passato per lasciare spazio alla guerra del XXI secolo, che e’ gia’ cominciata.

L’Infowar piu’ che un americanismo puo’ rappresentare il risveglio delle coscienze, l’uscita dalla palude della mediocrita’, la riaffermazione di quei principi meritocratici tanto esaltati da molti, ma applicati da nessuno.

Chi ha valutato chi ci valuta?

Mediocri curriculum giudicano la competenza di oggi, senza neppure comprendere quella dimensione umana che in tanti sappiamo definire e chiamare capacità.

Se oggi rivivesse Garibaldi, combatterebbe le sue battaglie sul web, ma forse ci sarebbe anche qualcuno in grado di disciplinare il nuovo teatro di battaglia, questa nuova superdimensione che ha fatto collassare lo spazio-tempo fondendo in un tutt’uno spazio fisico reale e cyberspazio.

Mentre oggi il web da trogloditi, ignoranti, incompetenti decisori viene lasciato a se stesso, come una giungla nelle mani di criminali e di chi ha la forza, la volonta’ e le cattive intenzioni di sopraffare gli altri, avendo scoperto un nuovo strumento di oppressione, allora come in una chiamata alle armi garibaldina è responsabilità di chi sa’, il riuscire a piegare anche questo strumento all’umana volonta’ di giustizia, correttezza, umanità.

In una Societa’ dove siamo stati abituati a scegliere tra l’uguaglianza delle sinistre e la libertà delle destre, e’ arrivato il momento di operare la nostra scelta. Forse potremmo scegliere come oltre duecento anni fa fecero i Francesi optando non per l’una o l’altra cosa, ma scegliendo con forza il rinnovamento di un nuovo risorgimento basato sulla triplicita’di liberta’, uguaglianza e fratellanza. Scegliamo allora per la fraterna unità e vinceremo ancora, poiche’ l’ITALIA NON SI TOCCA ED IL TRICOLORE NON SI BRUCIA.

Gerardo Iovane
*Docente di Analisi Matematica a Salerno, scienziato, ex allievo della Nunziatella, Presidente dello IIASCEPP




Unification of Italy of the Risorgimento Information Gerardo Iovane* [Risorgimento means Resurgence: the 19th century political unification of Italy]

In the information age with its reality shows and talk shows are all a bit 'Pinocchio between the cat and the fox, a little' Gianni a little 'Costello believe in Toyland, driven to make tronista or valleys, but especially in forgetting that they were 150 years, our ancestors fought peers, gave life and blood for what was the unification of Italy in three colors: white, red and green.

Where 'the future?


What are the values ​​which we inherited from the recent past?

But above all, where are those who should remember?

A country without memory and 'a country without a future!

The information of the web if remove rubbish our history, elide the memory, let us be overwhelmed by the swirl of dissonant noise of a society that consumes, it fragments and divides and feeds us more of the 'low smallness of the human being is nothing.

In a future of women and feminine men escort television there seems to be more 'space for doctors, engineers, researchers and managers real: there is' only the space of that "loss of time that most people' know more 'sorry'.

Everything 'contiguous and flash on the web, so' dies space-time physics two millennia by Newton and Galileo, Einstein, Hawking and Penrose. [Wait, someone's missing.]

But where and 'time to think?

What 'was that of Alexander the Great said that resonated in the mind before the battle, whispering "prudence in deciding, acting quickly"?

So 'we live in the net economy, e-commerce world of the rich and the poor, without means, even if the company is disappearing, with a loud voice says that there is to eat only to live among and information counter, to be numb in the spirit in a gymnastics gym housing.

Diversity 'and plurality' have made the history of the beautiful country that has managed to charm the world, but now one of rubbish, intrigue and conspiracy, false the public policy and common interest, it seems more 'hippopotamus a country: yes, a hippo in the mud , unable to move despite its strength, due to its size quell'inerzia unbalanced.

But are we really sure that there is no other possibility '?

We just have to choose whether to steal, cheat and sold for the last among the rich, or be honest, and professional culture, sinking between the mass of the poor, the unemployed, the window of a TV that can not be 'more' watch?

Perhaps there's no 'another chance'!

Perhaps those who made the '68 and took over the country - robbing our dreams, desires and aspirations - are showing the limits of blindness' congenital then could not keep up at school, choosing the path and way of protest against the one of real growth, with the sweat and sacrifice for a Company 'who could be all and for all and not a political color. They chose the road more 'easy, that the voice of the riser. But now that model can not 'work, today we can not' afford in an era of globalization and internationalization, since 'those who own the wealth of the country and' afterlife 'of the wall between the deafening sounds of newsboys information not Pure has heard before and listen to hear and understand after the truth '.

Today you can 'only choose to take the field, in the battlefield and that' our uncivil society, embracing arms. Yes, armed to avoid being overwhelmed. But armed with tools such as war? Certainly not with guns, machine guns or bars, but armed with culture, knowledge, skills and values, those values ​​that we were not able to pass, because 'too hastily covered up and put the margin of a company called progress that the spasmodic power consumption. Then in the name of consumption were the good that could navigate and tap the bank not to scupper the Italian system. With those few are here today under a roof of democracy that allows us poor even at least say loudly that we do not we, unlike some countries where this is 'not yet' can tell. But 'there is also to say that today is no longer enough to be good,' there 'space and perhaps only for excellence and' what should pursue without delay, with discipline, desire and devotion, so that 'style, class, elegance, 'goodness' of mind and attention for the next values ​​can be brought to light by the collapse of the shifting sands of the last thirty years.

In the information age we found these lost values, are the young people to have covered up those truths in its DNA, the future that you call it hacking or cracking now and 'already past to make room for the war of the twenty-first century, and' already 'begun.

The most Infowar 'that Americans can' represent the awakening of conscience, the output from the swamp of mediocrity ', reaffirming the principles of merit so exalted by many, but applied by anyone.

Who's who we rated currency?

Mediocre curriculum judge the competence of today without even understanding the human dimension that we define and call in many capacities.

If today would relive Garibaldi, would fight his battles on the web, but maybe someone there would also be able to regulate the new theater of battle, this new oversized collapse that made the space-time blending into one real physical space and cyberspace .

While the web today by troglodytes, ignorant, incompetent decision is left to itself, like a jungle in the hands of criminals and those who have the strength, the will 'and overcome the evil intentions of others, having discovered a new tool of oppression then, as in a call to arms Garibaldi is the responsibility of those who know ', the tool also be able to bend to human will to' justice, fairness and humanity.

In a society 'where we were used to choose between equality and freedom of the left of the right, and' time to make our choice. Maybe we could choose more than two hundred years ago as the French did not opting for one or the other, but on the renewal of strength with a new resurgence based on triplicita'di freedom ', equality and brotherhood. Then choose for the fraternal unity and win again, because 'the ITALY IS NOT OVER AND TRICOLORE not burn.

Gerardo Iovane
*Professor of Mathematics at Salerno, a scientist, a former student of Nunziatella, president of IIASCEPP


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2 comments:

  1. Dear Jason, apparently there is one more journal for the Master List. Your good friend He is member of the scientific board of the "Journal of Textile and Apparel", ISSN 1300-3356.

    Check it out yourself at:

    www.tekstilvekonfeksiyon.net/pdf/20110415120010.pdf

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